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Comuna Urbana
Lettera Da "Villa Espearanca"
4 mesi a Jandira
Da "a sua immagine"
Isa e Giuliana
Paola Reverberi
Marco e Cristina
indio_i
Indio

Direttamente dal Brasile la testimonianza di Marco Parisi e Cristina Coiro

Agosto 2001 a Jandira

E’ difficile raccontare le emozioni provate durante il viaggio che abbiamo fatto quest’estate a Jandira insieme con i nostri figli. E’ sempre difficile tradurre in parole le emozioni e raccontare tutto ciò che è impalpabile, come i rapporti umani profondi e di amicizia che avevamo già e i nuovi che abbiamo stretto. E’ stato un crescendo, i primi giorni eravamo quasi intontiti da tutto ma poi ci siamo ambientati, Jandira ha la magica capacità di far sentire le persone a casa propria e questo lo abbiamo sentito ancora più forte, anche perché c’erano i nostri bambini e ci eravamo preoccupati, prima di partire, che potessero sentirsi a loro agio... dopo 48 ore era come se ci fossero sempre stati!

Io e Marco eravamo già stati a Jandira con il primo gruppo, 12 anni fa, senza essere sposati e, soprattutto, senza figli e rivederla dopo tutto questo tempo, anche se i viaggi dei nostri amici del gruppo e di tutti …

…. i parrocchiani ci avevano sempre tenuti aggiornati sui cambiamenti, ci ha dato una grande emozione: il gemellaggio ha portato in questi anni molti frutti.

1. gli asili non sono più le strutture "spontanee" che avevamo conosciuto noi ma luoghi ben organizzati e funzionanti, in cui i bambini ritrovano dei punti di riferimento e vivono una giornata spensierata e allegra (spesso abbiamo giocato insieme con loro nelle giornate trascorse nelle cresce)

2. il progetto Escola e Vida, che 12 anni fa non c’era, ci è sembrato molto interessante: un continuo turn over di ragazzi (dai 7 ai 14 anni) che nelle molte ore in cui non sono a scuola, e quindi passerebbero le loro giornate per la strada a giocare con gli aquiloni, hanno invece la possibilità di stare insieme, di fare attività le più varie (dalla pittura alla musica, al gioco libero ai compiti) e mangiano benissimo!!! (spesso ci siamo fermati con loro a pranzare).

3. la casa Familia e Vida dove abbiamo vissuto e che ospita 10 tra bimbi e ragazzi di strada e dove abbiamo fatto sia noi che i bambini le amicizie più profonde. I bambini ospiti della casa famiglia erano abituati a vivere per la strada e lentamente riprendono un ritmo di vita "normale" andando a scuola e facendo finalmente la vita che dovrebbero fare tutti i bambini: giocare e crescere sereni! Le suore che portano avanti la casa insieme a Gianchi sono fantastiche, sempre in attività e sempre attente alle esigenze degli ultimi (abbiamo fatto con loro un giro per le favelas di Jandira dove loro spesso vanno a visitare le famiglie più povere)

4. il laboratorio di ceramica che sta prendendo forma e che fa lavorare 7 ragazzi tra i 18 e 21 anni e che attraverso questa attività professionale stanno ritrovando la loro strada; producono degli splendidi tavolini, cornici e vasi con la tecnica del coccio pesto e stanno attrezzandosi con l’aiuto di una volontaria italiana per sfondare sul mercato nazionale.

5. il corso di computer, che non solo prepara professionalmente 80 ragazzi ogni 6 mesi che spesso dopo lo stage vengono assunti nelle stesse aziende dove hanno studiato, ma che li

6. il progetto di borse di studio universitarie forse è quello che più ci ha attratto; sarà l’emozione di sentirsi raccontare da Sandra e da Maddalena che appena laureate hanno trovato lavoro a Jandira, sarà che abbiamo conosciuto tutti gli altri studenti che stanno portando avanti il loro impegno con grande serietà (lavorano durante il giorno e la sera vanno all’università fino a mezzanotte e il sabato e la domenica studiano per fare gli esami). Certamente lo studio universitario è stato e sarà per questi ragazzi uno strumento per spezzare questo meccanismo di povertà in cui si trovano e oltre ad essere una crescita culturale e sociale per loro lo è e lo sarà per tutta la Parrocchia e per tutta la città di Jandira.

Questi sono i frutti di un gemellaggio che ci è cresciuto tra le mani forse senza che neanche ce ne rendessimo bene conto, ma è niente se messo a confronto con i rapporti fraterni che abbiamo avuto con la gente: la nostra grande amicizia con Gianchi e i tanti rapporti che si sono imbastiti attraverso il nostro pessimo portoghese con le persone, la Maura sempre uguale da 12 anni fa e affettuosissima molto impegnata nella politica di Jandira perché Assessore ai Servizi Sociali ma sempre presente, sua figlia Andrea responsabile della Società Caritas, la dolcissima Vera che era sempre pronta ad accompagnarci ovunque, le maestre delle cresce e dell’escola e vida, Erica che ci faceva sentire la casa famiglia come la nostra casa in ogni occasione, il grande Oreste che ci ha dimostrato con la sua presenza un affetto grandissimo. Potremmo continuare l’elenco per molto ancora ma volevamo solo passarvi l’emozione che per noi è ancora molto reale di questa gente, dei loro volti e della loro capacità di essere vicini in un vero gemellaggio di fraternità!!!

Cristina Coiro e Marco Parisi