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Quando nasce |
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Jandira è una cittadina che ha 70.000 abitanti ed è una
delle città-dormitorio alla periferia della
Grande San Paolo (18 milioni di abitanti). Nel quartiere Sacro cuore è nata nel
1983 la "società amici del quartiere Sacro Cuore" (movimento
popolare). |
| Nel 1988 in un'assemblea generale si è cambiato lo statuto e
si è iniziato come "Sociedade Cáritas São Francisco" estendendo le
sue attività sociali in vari Bairros e favelas della periferia di Jandira
ed Itapevi, dove è presente la parrocchia di S. Francesco attualmente
coordinata da don Giancarlo Pacchin (Gianchi).
Cosa fa |
| "Sociedade Cáritas São Francisco" ha come
principale obbiettivo quello di realizzare progetti socio-educativi in
particolar modo rivolti all'infanzia.
è di particolare importanza il progetto "escola e Vida"
che comprende asili, scuola materna, doposcuola, corsi professionalizzanti,
attività artigianali, ricreative, culturali. |
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| La "Sociedade Cáritas São Francisco" accoglie giornalmente
più di 600 bambini ed adolescenti nelle sue strutture decentralizzate nei vari
quartieri. è convenzionata in progetti sociali con il comune di Jandira e di
Itapevi.
Il Progetto Educativo
Ciò che richiede il maggior sforzo è sicuramente il progetto
educativo:
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Attraverso
le "cresces" viene garantito l'asilo e l'assistenza ai bambini ed ai
ragazzi più piccoli, grazie ad una serie di strutture e di insegnanti preparate
per questo tipo di lavoro.
Ma l'esigenza educativa non si ferma qui.
A Jandira c'è un alto numero di giovani che
molto spesso tende ad abbandonare la scuola e a riversarsi nelle strade senza un
lavoro o una passione.
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Con alcuni di questi
si è instaurata una collaborazione. Da un lato la comunità sostiene i loro
studi, dall'altro i ragazzi offrono il loro tempo e la loro disponibilità per
tutti i progetti e la vita attiva della comunità stessa.
In questo modo si
riesce contemporaneamente a dare una istruzione e a garantire una continuità
nei vari progetti. Ecco allora che è possibile fare funzionare una radio, fare
la visita alle famiglie nelle zone più povere, offrire una presenza nelle
parrocchie più al margine della città, ad avere anche alcune persone impegnate
da un punto di vista politico e sociale.
Questa è la peculiarità che fa di questo progetto uno
strumento di sviluppo e di emancipazione sia delle persone coinvolte nel
progetto sia del territorio in cui si sviluppa.
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