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IL DEBITO ESTERO: NUOVA ARMA DI DOMINIO

Dal'93 al'96 la situazione sociale dei paesi indebitati è peggiorata di pari passo con l'aumento dei debito. Nel'92 il debito brasiliano era di 135.949 miliardi di dollari; nel '95 era di 169.000 miliardi. Questa situazione accomuna tutti gli altri paesi dei Terzo Mondo.

L'indebitamento dei paesi dei Sud fa parte di una nuova strategia di sfruttamento e dominazione. Le cifre dell'Organizzazione di Cooperazione e Sviluppo (OCSE) indicano che l'82 e l'87 il debito dei paesi del Terzo Mondo è aumentato di un terzo, e ciò malgrado il versamento, a titolo di servi zio dei debito, di 839 miliardi di dollari. 

Durante questo stesso periodo, le risorse finanziarie pervenute al Terzo Mondo dai paesi sviluppati - aiuti ufficiali bilaterali o multilaterali, investimenti, crediti per l'esportazione pubblica o privata - hanno toccato appena i 552 miliardi di dollari.  

Cosi l'utile netto dei paesi dei Nord viene ad essere di 287 miliardi, equivalente a quattro volte il Piano Marshall!

Grazie a quello che l'economista John Maynard Keines chiamava la magia degli interessi composti è perfettamente possibile che, avendo contratto fino all'82 un debito di 882 miliardi di dollari e pur avendo rimborsato il 97% di tale somma (839 miliardi) ci si trovi, alla fine di 1988, con più di 1.200 miliardi di dollari sulle spalle". L'interesse composto consiste nell'annessione degli interessi non pagati alla massa dei prestito. Pertanto, quando si dovrà pagare la rata seguente, questa sarà calcolata sulla somma del debito più gli interessi non pagati. Allo stesso tempo scatta un altro meccanismo che crea l'impossibilità di pagare il debito: gli interessi fluttuanti. Questi implicano che il debitore non sappia esattamente il tasso di interesse che gli verrà imposto, perché cambia a seconda dei mercato finanziario internazionale. Un esempio basta per dimostrare la perversità di questi meccanismi: "nel periodo 80-87 il Brasile ha pagato 121 miliardi di dollari per il servizio del debito, di cui 82 di soli interessi. Ciò nonostante il debito è passato dai 64,5 miliardi nel 1980 ai 121,3 miliardi dei 1987".

Furono i governi militari, la classe dominante locale, in stretta alleanza con i monopoli finanziari internazionali, che non fecero gli interessi della popolazione latinoamericana e dettero l'avvio al rullo compressore dei debito estero. 

È stato dato al FMI (Fondo Monetario Internazionale) il compito di amministrare le economie dei paesi indebitati.  Il FMI passa a curare gli interessi dei paesi dei Nord il cui obiettivo è il pagamento dei debito estero da parte dei Sud. La politica di riaggiustamento economico dei FMI ha come obiettivo prioritario l'utilizzazione di tutti gli strumenti della politica economica affinché le esportazioni superino, in forma sempre crescente, le importazioni. Ciò costituisce la base dei trasferimento dei capitale e dei pagamento di parte dei debito estero da parte dei paesi debitori.

Un paese indebitato deve seguire gli orientamenti economici imposti dal FMI, poiché è questa l'istituzione che passa ad amministrare i conti dei debitori, obbligandoli a riaggiustare le loro politiche economiche in funzione del pagamento del debito e del massimo possibile.

La ricetta fondomonetarista ha come punti principali la stretta fiscale, monetaria e salariale. Le conseguenze sono: tagli nelle spese pubbliche, nei redditi pubblici e privati, nei salari, aumenti delle tasse e del tasso d'interesse interno, privatizzazioni. Attualmente sono più di cinquanta i paesi che combattono contro le ricette dei FMI, che consiglia di spendere meno ed esportare di più. Inoltre le sue proposte prendono di mira soprattutto la sanità, l'educazione, le abitazioni, e mai le spese militari.
In Brasile, dopo che il congresso nazionale aveva rifiutato una proposta del governo che ipotizzava un ulteriore taglio ai salari della classe dei lavoratori, il segretario dei tesoro americano, ha minacciato il paese affermando che il FMI si sarebbe rifiutato di dare crediti addizionali se non fosse stato raggiunto l'obiettivo di contenere i salari.