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DEBITO
E ESCLUSIONE SOCIALE |
| Gli interessi
pagati nel 1988 corrispondono all'incirca a 266 milioni di salari minimi oppure
a 81.700 aule che potrebbero ospitare ben 60 milioni di studenti, oppure a 7,7
milioni di case popolari, sufficienti per alloggiare 30 milioni di persone!
Pagando codeste somme, il Brasile ha perso - a causa dei trasferimento di grossi
capitali - la possibilità di avviare un qualsiasi programma sociale di rilievo. |
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Pertanto, concetti come povero, emarginato, disoccupato non
riescono a dare una vera comprensione dei modello economico che oggi determina i
rapporti tra gli uomini. Per parlare della realtà di milioni di esseri umani
espulsi dei processo produttivo dobbiamo usare il concetto di ESCLUSIONE
SOCIALE.
L'ideologia che fonda questo processo di esclusione è il
neoliberismo. Per il neoliberismo "il mercato è tutto. È l'assoluto, è
il dogma, è lo spazio capace di risolvere tutti i problemi della società. Al
buon funzionamento delle sue leggi si rimandano tutte le difficoltà. Il
ruolo dello Stato, tanto delegittimato in America Latina, deve ridefinirsi in
relazione al mercato. Soltanto a partire da questa prospettiva si riconosce l'esistenza di uomini liberi e
uguali legati tra di loro dallo scambio, nel mercato, attraverso il principio
della reciprocità. Se c'è reciprocità o se si attuano fedelmente le
leggi dei mercato, si realizzerà un interscambio giusto tra gli uomini e
pertanto si creeranno le condizioni idonee, reali e indispensabili per la vera
libertà. Da quanto esposto in precedenza, si deduce che la libertà economica
è il presupposto indispensabile per la libertà politica e delle altre libertà
in generale. La libertà economica costituisce un fine in se stesso. Proprietà
privata e contratto sociale sono istanze che in nessun momento possono essere
trasgredite, perché costituiscono la base della libertà".
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