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Carissimi amici e
carissime amiche, |
natale 2008 |
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Ogni anno è l’anno del
Signore, ma quest’anno è stato così intenso, così forte e gioioso che ha
l’aspetto di un anno giubilare… |
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Il taglio della barba
dopo quasi due anni di voto e l’inizio dei lavori per la costruzione delle
128 case della "Comuna Dom Helder Camara"; l’inaugurazione di un nuovo asilo
nella Villa Dolores, la favela più povera e abbandonata di Jandira; la Casa
degli Adolescenti “Casa del Padre Nostro”, e, dal momento che ho così poco
da fare, l’ingresso nella CPT (Commissione della Pastorale della Terra)… e
altre novità! |
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A proposito, che cos’è
la CPT? E’ una pastorale che scaturisce direttamente dai vescovi brasiliani
e ha come scopo di rendere presente la chiesa nella realtà rurale e urbana,
a favore della riforma agraria, del piccolo contadino (in via
d’estinzione…), dei senza terra, dei senza tetto, favelados, abitanti della
strada, ecc… è, cioè, la Chiesa dei Poveri, fedele al Concilio Vaticano II e
a Medellin. |
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In questo mondo
segnato dalla disuguaglianza, dal latifondo per il bestiame da carne, da
foreste distrutte (12.000 km2 l’anno solo in Amazzonia) per far posto alla
canna da zucchero per la produzione d’etanolo… la CPT vive l’annuncio del
Vangelo nei margini della vita. Vuole infatti essere fedele a Gesù che
c’insegna a cercare Dio nel bisogno e nella richiesta d’aiuto del più
povero: “Avevo fame e mi hai dato da mangiare”. |
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Questa spiritualità
vede e vive la “valle di lacrime” non piena di peccatori impauriti dal
castigo di Dio, ma di poveri, (impoveriti dai potenti della terra), che
vivono l’esperienza di figli e figlie di Dio, Papà/Mamma pieno d’Amore
misericordioso. Questi poveri riuniti attorno al Vangelo, diventano Chiesa,
pane spezzato, benedetto e moltiplicato per tutti gli affamati della terra.
Non un pane dato dall’oppressore ma un cibo che l’oppresso si costruisce
come risposta al proprio bisogno, il passo verso il Regno dei Cieli sognando
insieme “cieli nuovi e terra nuova”. |
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Un mese fa mi è stato
proibito da un centinaio di poliziotti di dire la Messa in una comunità di
piccoli contadini, 80 famiglie circa, minacciate di sfratto dalla terra in
cui vivono da 40 anni. La gente che era con me e io stesso siamo stati
perquisiti da poliziotti armati fino ai denti e trattati come se fossimo
pericolosi banditi; le ostie e la statuina della Madonna che avevo nella
valigetta della Messa sono state buttate per terra… con evidente disprezzo.
Alla fine della giornata sotto la pioggia, ho benedetto, con la Madonnina
che avevo in mano, tutti i presenti, i contadini, i partecipanti alla
manifestazione e anche i soldati, impalati nelle loro divise cupe e con le
loro armi da guerra, alcuni piangenti, quando ho benedetto anche la loro
famiglia e i loro figli, i loro bambini, perché possano un giorno avere un
Brasile e un mondo più giusto e fraterno. |
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E’ interessante che la
Messa non è stata celebrata, le ostie non sono state consacrate e la Madonna
non ha avuto il piedistallo ma il fango, però
… che Messa … che benedizione … che memoria di Cristo!
Il Brasile intero ne
ha parlato ed ora la piccola Comunità “Giglio della Valle”, prima
sconosciuta, ora fa impensierire il comandante della polizia, il segretario
di giustizia e anche il governatore che “lamenta” l’accaduto. Chissà, forse
ora si potrà trovare una soluzione dignitosa per questi piccoli contadini. |
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L’importante che non
sia l’appartamentino in quei palazzoni, nuove favelas di cemento armato,
proposto dai servizi sociali, specialisti nel costringere i poveri a vivere
nella marginalità che quasi sempre diventa cammino di criminalità. Un canto
della Messa qui in Brasile dice: “È Gesù questo pane d’uguaglianza, siamo
qui per condividere la lotta sofferta del popolo che vuole voce,
possibilità, spazio”. Fare la comunione è diventare un pericolo, siamo qui
per scomodare.
Essere scomodi ed
essere scomodati è anche una realtà del Natale, del Dio Fatto Carne. Infatti
Gesù è un bambino scomodo, sia per i pastori che di notte sono chiamati dai
loro giacigli e corrono ad incontrare il bambino-Messia avvolto in fasce.
sia i Re Magi che vengono da lontano, dall’Oriente… Questo bambino scomoda
anche i saggi di Gerusalemme e impensierisce tanto il re Erode, il quale,
per toglierselo di mezzo, fa uccidere tutti i bambini di Betlemme.
Molti Innocenti danno
la vita per Lui e “Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata”
Questo bambino è un segno di contraddizione, dirà il vecchio Simeone. Una
spada che trapassa la vita di una giovane madre, Maria.
Finisco questa lettera
augurandovi un Buon Natale Scomodo: che il bambino Gesù ci butti giù dal
cavallo, dal letto, dalle nostre sicurezze e dal nostro comodismo per
correre all’incontro di Gesù presente nel povero, la culla in cui Dio si
fatto carne. |
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Um Grande Abraço
e um
Feliz Natal. |
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Padre Gianchi. |
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