Home
Su
Pasqua 2010
Natale 2009
Natale 2008
Natale 2007
Pasqua 2007
Natale 2006
Pasqua 2006
Archivio

Carissimi amici e carissime amiche,

natale 2008

Ogni anno è l’anno del Signore, ma quest’anno è stato così intenso, così forte e gioioso che ha l’aspetto di un anno giubilare…

Il taglio della barba dopo quasi due anni di voto e l’inizio dei lavori per la costruzione delle 128 case della "Comuna Dom Helder Camara"; l’inaugurazione di un nuovo asilo nella Villa Dolores, la favela più povera e abbandonata di Jandira; la Casa degli Adolescenti “Casa del Padre Nostro”, e, dal momento che ho così poco da fare, l’ingresso nella CPT (Commissione della Pastorale della Terra)… e altre novità!

A proposito, che cos’è la CPT? E’ una pastorale che scaturisce direttamente dai vescovi brasiliani e ha come scopo di rendere presente la chiesa nella realtà rurale e urbana, a favore della riforma agraria, del piccolo contadino (in via d’estinzione…), dei senza terra, dei senza tetto, favelados, abitanti della strada, ecc… è, cioè, la Chiesa dei Poveri, fedele al Concilio Vaticano II e a Medellin.

In questo mondo segnato dalla disuguaglianza, dal latifondo per il bestiame da carne, da foreste distrutte (12.000 km2 l’anno solo in Amazzonia) per far posto alla canna da zucchero per la produzione d’etanolo… la CPT vive l’annuncio del Vangelo nei margini della vita. Vuole infatti essere fedele a Gesù che c’insegna a cercare Dio nel bisogno e nella richiesta d’aiuto del più povero: “Avevo fame e mi hai dato da mangiare”.

Questa spiritualità vede e vive la “valle di lacrime” non piena di peccatori impauriti dal castigo di Dio, ma di poveri, (impoveriti dai potenti della terra), che vivono l’esperienza di figli e figlie di Dio, Papà/Mamma pieno d’Amore misericordioso. Questi poveri riuniti attorno al Vangelo, diventano Chiesa, pane spezzato, benedetto e moltiplicato per tutti gli affamati della terra. Non un pane dato dall’oppressore ma un cibo che l’oppresso si costruisce come risposta al proprio bisogno, il passo verso il Regno dei Cieli sognando insieme “cieli nuovi e terra nuova”.

 

Un mese fa mi è stato proibito da un centinaio di poliziotti di dire la Messa in una comunità di piccoli contadini, 80 famiglie circa, minacciate di sfratto dalla terra in cui vivono da 40 anni. La gente che era con me e io stesso siamo stati perquisiti da poliziotti armati fino ai denti e trattati come se fossimo pericolosi banditi; le ostie e la statuina della Madonna che avevo nella valigetta della Messa sono state buttate per terra…  con evidente disprezzo. Alla fine della giornata sotto la pioggia, ho benedetto, con la Madonnina che avevo in mano, tutti i presenti, i contadini, i partecipanti alla manifestazione e anche i soldati, impalati nelle loro divise cupe e con le loro armi da guerra, alcuni piangenti, quando ho benedetto anche la loro famiglia e i loro figli, i loro bambini, perché possano un giorno avere un Brasile e un mondo più giusto e fraterno.

E’ interessante che la Messa non è stata celebrata, le ostie non sono state consacrate e la Madonna non ha avuto il piedistallo ma il fango, però … che Messa … che benedizione … che memoria di Cristo!

Il Brasile intero ne ha parlato ed ora la piccola Comunità “Giglio della Valle”, prima sconosciuta, ora fa impensierire il comandante della polizia, il segretario di giustizia e anche il governatore che “lamenta” l’accaduto. Chissà, forse ora si potrà trovare una soluzione dignitosa per questi piccoli contadini.

L’importante che non sia l’appartamentino in quei palazzoni, nuove favelas di cemento armato, proposto dai servizi sociali, specialisti nel costringere i poveri a vivere nella marginalità che quasi sempre diventa cammino di criminalità. Un canto della Messa qui in Brasile dice: “È Gesù questo pane d’uguaglianza, siamo qui per condividere la lotta sofferta del popolo che vuole voce, possibilità, spazio”. Fare la comunione è diventare un pericolo, siamo qui per scomodare.

Essere scomodi ed essere scomodati è anche una realtà del Natale, del Dio Fatto Carne. Infatti Gesù è un bambino scomodo, sia per i pastori che di notte sono chiamati dai loro giacigli e corrono ad incontrare il bambino-Messia avvolto in fasce. sia i Re Magi che vengono da lontano, dall’Oriente… Questo bambino scomoda anche i saggi  di Gerusalemme e impensierisce tanto il re Erode, il quale, per toglierselo di mezzo, fa uccidere tutti i bambini di Betlemme.

Molti Innocenti danno la vita per Lui e “Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata” Questo bambino è un segno di contraddizione, dirà il vecchio Simeone. Una spada che trapassa la vita di una giovane madre, Maria.

Finisco questa lettera augurandovi un Buon Natale Scomodo: che il bambino Gesù ci butti giù dal cavallo, dal letto, dalle nostre sicurezze e dal nostro comodismo per correre all’incontro di Gesù presente nel povero, la culla in cui Dio si fatto carne.

Um Grande Abraço e um

Feliz Natal.

   

Padre Gianchi.