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Anche a Montevideo
il neoliberismo va k.o.
14/11/2004
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un filo conduttore che unisce tutta l'America latina, una liaison
che, oggi più che mai, la divide ulteriormente dall'America
anglofona che ha riconfermato Bush jr. alla Casa Bianca:
l'apertura a sinistra e la fine del modello incentrato sulle
regole del Washington Consensus. Cominciamo dall'analisi della
sconfitta neoliberista. Gli unici Stati latinoamericani ad
attenersi, ancora oggi, ai rigidi dettami che dominarono gli anni
90 (politiche monetarie restrittive e nessuna redistribuzione del
reddito) sono i Paesi andini che, però, versano tutti in uno
stato critico. Il Perù di Toledo ha mobilitato un battaglione di
800 soldati nella provincia di Alto Amazonas dov'è stato
decretato lo stato d'emergenza. Obiettivo? Reprimere le
manifestazioni di protesta, scoppiate contro le inadempienze e la
corruzione del governo. Nella stessa zona, qualche mese fa, erano
stati linciati dalle popolazioni aymara un paio di sindaci,
accusati di ruberie. In Ecuador rischia l'impeachment il
presidente Gutierrez che, arrivato al potere con l'appoggio del
partito degli indios Pachakutik, aveva difeso la dollarizzazione
dell'economia sin dall'inizio del suo mandato, rinunciando alla
valuta nazionale. Il risultato? Prezzi alle stelle e crisi
economica. Oggi, lo stesso Pachakutik (e altri tre partiti, di
destra e sinistra) accusano Gutierrez di aver usato fondi pubblici
per finanziare la campagna elettorale del suo partito. In Bolivia,
per concludere il tris di Paesi andini, lo scorso autunno Sánchez
de Losada era stato costretto - da 80 morti e una rivolta senza
precedenti - a scappare in Florida, lasciando la presidenza a Mesa.
Di contro, dopo Lagos in Cile, Lula in Brasile, Kirchner in
Argentina e la riconferma referendaria di Chávez in Venezuela,
anche l'Uruguay ha svoltato, con la vittoria del medico
“rosso” Tabaré Vazquez. Un risultato storico, se si pensa
che, nei suoi 174 anni di storia, mai la sinistra aveva guidato
l'Uruguay. Un segno d'alternanza che fa ben sperare per il futuro
democratico di un continente dimenticato, troppo spesso, dalla
Storia. |
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