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Proprio su quest'ultimo progetto si
è incentrata la nostra attenzione.
Già dai primi anni di vita la
"Sociedade Cáritas São Francisco" si è assunta l'impegno di
aiutare la realtà dei "Sem Tera" fornendo un punto di appoggio
in città ed avviando un progetto di costruzione
di spazi da mettere a disposizione di questo movimento. Non solo, già
da tempo la parrocchia di Jandira raccoglie al suo interno cibo e
vestiario per alcune di queste famiglie di un "assentamento"
vicino e che lottano per ottenere un piccolo pezzo di terra da coltivare
(o creare un piccolo allevamento) per mantenere la propria famiglia senza
rinchiudersi in una favela; si sono organizzate visite dove, oltre alla
consegna di quanto raccolto, instaurare un dialogo e queste famiglie che
così si sentono meno sole in questa lotta. Anni
di politiche basate sul latifondismo (anche di ditte italiane come
Benetton), la mancanza da decenni di una vera e propria riforma
agraria, la necessità di sottostare ai dettami del FMI
e del WTO e le leggi del neoliberismo
applicato
per anni come in un immenso
laboratorio nei paesi latinoamericani (ed in futuro esportato in
tutti i paesi in difficoltà economica) hanno contribuito alla creazione
di una grossa fascia di povertà racchiusa nelle favelas ai margini delle
città. molti di noi hanno negli occhi le immagini mandate in onda dalle
televisioni di intere famiglie che vivono in favelas costruite ai margini
delle discariche dove la fonte di sostegno deriva da quello che si è
riusciti a frugare nelle immondizie. Abitanti di una delle tante Geenne
della terra. In questo
contesto alcune famiglie si riuniscono in gruppi ed entrano in terreni
spesso del "demanio" e altre volte di privati
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