La parola giubileo ha occupato spazi sempre più ampi nei media, ma forse si è solo nascosto il vero significato dell'evento. Si è parlato di "visite turistiche" ai luoghi sacri. Ancora una volta, come un tempo, si è promesso il "perdono dei peccati".

L'appello di Giovanni Paolo II

fatto l'8 dicembre 1996 davanti ai membri della plenaria dei Consiglio Giustizia e Pace, segue questa tradizione: 

Il Giubileo è tempo opportuno per pensare a una consistente riduzione, se non proprio al totale condono, del debito internazionale, che pesa sul destino di molte nazioni". 

Ancora: 

Il problema dei debito contribuisce a rendere assai dura la situazione sociale in numerosi paesi e costituisce un'ipoteca drammatica sullo sviluppo democratico dei loro sistemi politici ed economici, poiché impedisce qualsiasi speranza di un avvenire più umano"

Cosa rappresentava il Giubileo nell'esperienza di fede dei popolo ebraico?

L'anno giubilare aveva un significato politico-sociale: implicava la cancellazione dei debiti, la riappropriazione delle terre perse, la liberazione degli schiavi. 

Gli ebrei, conoscendo la volontà di Jahvè, Dio di Israele, con il Giubileo avevano istituzionalizzato un meccanismo giuridico-religioso per ristabilire la giustizia e l'uguaglianza tra gli uomini. 

Trocmé sottolinea che Gesù è venuto ad annunciare il "giorno di grazia del Signore": il suo messaggio era estremamente rivoluzionario, poiché metteva in crisi il sistema di potere dei conquistatori romani e dei popolo ebraico. Non a caso la classe dominante dell'epoca ha cominciato a tramare la sua morte.

 

 

 

 

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