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Jandira 7 settembre 2010

Carissimi amici ed amiche fratelli e parenti,    

Oggi qui in Brasile è festa nazionale perché si festeggia l'indipendenza dal Portogallo. Assieme al freddo è arrivata anche un po' di pioggia (ci voleva!!!).

Rintanato in casa ho pensato bene di scrivervi…

Vorrei farvi una sintesi della mia situazione attuale che è nella pratica il mio campo missionario.

La Caritas di Jandira, di cui sono il Presidente, ospita attualmente 570 bambini dagli 01 ai dodici anni. Sono sei unità (asili o doposcuola) sparsi nei quartieri più bisognosi per essere più vicini all'habitat del bambino. Economicamente li sosteniamo al 50% con gli aiuti che mi provengono con la vostra adozione a distanza ed aiuti vari. Il 40% è sostenuto dal comune; il sindaco Bras Pasqualin (sic), ed il restante proviene da aiuti mensili dei genitori, qualche festicciola e qualche donazione… Diciamo che si tratta della moltiplicazione dei pani!!!

Vi dico anche che i nostri bimbi sono aumentati perché abbiamo aperto un nuovo asilo in un “assentamento” (insediamento agrario) dei senza terra, in cui ho cominciato a vivere da alcuni mesi.

Questa “novità”, questo nuovo indirizzo (senza lasciare la vecchia e storica “casa azul”in Jandira) nasce dal fatto che sono membro della CPT, Commissione Pastorale della Terra, attività ecclesiastica nata e diretta dalla CNBB (Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani).

Il fatto di vivere in mezzo ai piccoli contadini, condividere ciò che posso con loro… significa inserirmi in un mondo minacciato di scomparire del tutto, renderlo forte con la presenza di Dio e del Vangelo, e difenderlo dalle prepotenze dal latifondo e della monocoltura (Canna da zucchero, soia, bestiame, piantagioni di foreste immense di eucalipto per l'industria della carta) con visite e Celebrazioni, presenza durante gli sfratti forzati ed appoggio alle occupazioni da parte dei senza terra dei terreni incolti…

Accompagno una decina di insediamenti ed accampamenti, fino a Sarus (terra della Cutrale) che è a 300 km da San Paolo.

Si cerca di seguire anche esperienze agricole di carattere comunitario e cooperativistico, come la cooperativa del latte di Itapetininga che, nonostante qualche difficoltà, ha formato un gruppo di contadini che vogliono lavorare insieme.

Unisco alla Pastorale della terra, la pastorale Urbana, che si concretizza nella comuna urbana Dom Helder camara. Stiamo costruendo le ultime delle 128 case progettate. È una favela che si trasforma in un villaggio moderno, che vuole essere a misura d'uomo, pensato e costruito dai suoi stessi abitanti. Riusciremo a terminare le case? I soldi saranno sufficienti? E la convivenza fra le famiglie saprà mantenersi organizzata e solidale?

La cooperativa dei muratori sta funzionando, l'orto comunitario pure… la panetteria:… abbiamo il forno, le macchine… ma ci manca la struttura, la “casa” dove fare e vendere il pane… anche la sartoria … abbiamo le sarte, le macchine ma ci manca la “casa”… il riciclaggio, la scuola, l'asilo, l'asilo nido, l'anfiteatro … sono a metà ed anche meno. E poi, e poi… sogno anche una chiesetta dove dire la Messa, segno e memoria di Eucarestia, da cui nasce l'Utopia di un mondo condiviso. “partilhado”, per il quale vale la pena di giocare tutto il nostro essere e con un pizzico di pazzia identificarci con il sogno!!!

Già, ho compiuto 65 anni, ben suonati, con festa a “sorpresa” e “bolo” (torta) megagalattico!

E la salute va bene... TUDO BOM!

 

Vostro amico e fratello Gianchi