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Comuna Urbana
Lettera Da "Villa Espearanca"
4 mesi a Jandira
Da "a sua immagine"
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Paola Reverberi
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Indio

Paola Reverberi

  Ci dà testimonianza del suo viaggio in Brasile

"Questa estate sono stata a Jandira, a toccare con mano i racconti e le emozioni di quelli che sono andati prima di me e sono tornati pieni di entusiasmo con la ricchezza di chi si e' fatto un grande regalo. L'entusiasmo l'accoglienza con cui tutti ti ricevono a Jandira ... nella casa come nella baracca, in favela tutto quello che hanno ti viene offerto ... la loro casa e' veramente Ia tua casa, così come cantavano i bambini della Casa Familia e Vida Ia sera del mio arrivo.

Sono stata ospite, insieme all'amico Marcello, nella Casa Familia gestita da Don Giancarlo e da tre sorelle della Madonna della Neve, dove sono accolti circa 20 ragazzi tra bambini e adolescenti in situazioni di abbandono e con gravi storie famigliari alle spalle.

Don Giancarlo coordina una attività che raccoglie circa 500 bambini e adolescenti , seguiti negli asili, nel doposcuola, nelle attività sportive (danza, judo) e artistiche ( disegno. ceramica, uncinetto …) oltre che a fornire loro un pasto completo e una abbondante merenda.

Poi il laboratorio di ceramica (che al momento va con le sue gambe) e il corso di informatica ... perché e' indispensabile per tutti noi e cosi è anche a Jandira.

Ho vissuto le mie giornate negli asili con bimbi di mille colori e le loro fantastiche educatrici, ho visitato le famiglie … gli ultimi nati, ho ascoltato le loro speranze che sono adesso anche le mie.

Sì, tutto come mi era stato raccontato ... tranne una cosa… queste famiglie in gravi difficoltà sono come le nostre, e lo sono veramente. La mamma conosciuta alla favela di Villa Esperança, è uguale a me. E’ stata fino a ieri in una casa, aveva un lavoro ... poi lei e il marito sono stati licenziati e non è più possibile pagare l'affitto ... mandare i figli a scuola ... vestirsi ... resta come soluzione vivere in una baracca, una baracca di legno, lamiera e eternit! (Sì, l'eternit smaltito da noi, credo sia tutto lì).

Lo sconforto e Ia speranza si alternano continuamente e sento il bisogno di prendere una messa, di pregare con i fratelli, di credere, che le piccole forze di ognuno di noi possano diventare qualcosa di grande. E così anch'io che qui in Italia di Messe ne prendo due tre all’anno trovo in quell'ora di preghiera Ia gioia di essere insieme, la gioia di condividere.

Jandira mi ha ricaricato e adesso davvero Ia terra è rotonda.

Domenica 24 novembre - S. Prospero patrono della mia città - l'A.N.F.A.A. di Reggio Emilia ha organizzato un piccolo bazar per raccogliere fondi da mandare in Brasile. Io sarò in pista con alcuni amici e compagni di lavoro per sentirmi ancora a Jandira.

Le prossime ferie a giugno sono sicuramente da padre Pacchin .. ho voglia di abbracciarli.

Obrigada. Um beijo.

Paola Reverberi.